La voce ai protagonisti - Rachele Patelli

CIO' CHE ALCUNE STATISTICHE DALLE CONCLUSIONI ARBITRARIE NON DICONO DELLA NOSTRA SCUOLA

 

"Da quando ho finito il liceo Arici la mia vita è cambiata parecchio. Mi trovo attualmente in Australia, un Paese di cultura e storia profondamente diverse dalle nostre. In questo mosaico di diverse tradizioni che mi ritrovo ad ammirare, ho capito di essere in grado di leggere nella profondità di quanto sto vivendo ora grazie alla ricchezza di quanto ho studiato in questi anni. Si inizia il liceo pensando di imparare delle nozioni. Lo si finisce reputandolo una scuola di vita. Nel mondo odierno, dove prevale l'etica del guadagno e della finalità materiale, il liceo classico insegna a cogliere la bellezza, la profondità e la ricchezza. Ho imparato a non fermarmi alla superficie, ma a indagare, ricercare, verificare. Non possiamo sapere dove ci porterà la vita, quale strada prenderemo. L'essenziale è fare tesoro del nostro tempo. Voltandomi ora e guardando verso il percorso che ho compiuto al liceo Arici, riesco ad avere una visione globale di questi cinque anni. Le ore sui libri, la fatica, i compiti andati bene, le versioni andate male. Tutto mi è servito. Mi ha insegnato ad affrontare la vita di petto e a non arrendermi di fronte alle difficoltà, che nessuna montagna è insormontabile e che, dopo la fatica per raggiungere la vetta, la vista è incantevole. Il liceo classico non è tempo perso. Si prende cura della nostra anima."

Rachele Patelli, Maturità 2016

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