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Proclamazione dei vincitori

La giuria del «Concorso nazionale premio di poesia Penelopeia» promosso dalla Casa Editrice ETS di Pisa, che invitava a proseguire la storia lasciata in sospeso da Francesca Nenci al termine della sua operaPenelopeia variazioni sul tema della tessitrice,
ha assegnato alla nostra alunna Anna Maria Dognini (II Ginnasio) il secondo premio, mentre a Federica Vallazza (della nostra III Liceo) è stata attribuita una menzione speciale.
Eccone la motivazione:

2°PREMIO: ANNA MARIA DOGNINI (BRESCIA)

Raffinatezza e candore sono le caratteristiche fondamentali che pervadono tutto il lavoro di questa alunna ginnasiale. In uno stile semplice e piano, Anna Maria si sofferma e rielabora, e talora rovescia, i temi più significativi di Penelopeia. Il desiderio del ritorno a Itaca è, infatti, per la sua Penelope un sentimento più forte della «fame diconoscenza» non saziata, ma che, rimasta fortemente radicata nel suo cuore, assimila lei, regina, ma, in questa sua rivisitazione, soprattutto donna, moglie e madre, al marito-eroe. Quindi, il desiderio del viaggio, cui la spingono la brama di libertà e l'istinto di ribellione, sono assai meno forti dell'amore per Ulisse, per Asteria e per Asterione. È infatti il tema del ritorno, del nostos che prevale e che pervade Penelope: per lei la casa è il porto sicuro, che nel suo soliloquio le fa dire «questa era la sua scelta di libertà». Ritengo tale affermazione una dolcissima dichiarazione d'amore e, in tempi turbinosi e forieri di angoscia, una voce forte, chiara, genuina, certo non ingenua, che invita alla speranza e genera serenità. Si nota, a sottolineare il senso di sacralità, l'uso dell'iniziale maiuscola in aggettivi e nomi che riguardano la famiglia: v. 2 «la Sua casa», v. 13 «Madre e Moglie» e nell'ultima pagina «Eroe» e «Uomo». Il finale presenta un inusitato Ulisse, che appare a Penelope, a prima vista, come una «sagoma» irriconoscibile, per l'atteggiamento dimesso, umile, poiché è divenuto uomo da eroe che era: si tratta di una metamorfosi congruente con la storia finora narrata. Una bella storia direi, una continuazione di Penelopeiache, tolto il velame del mito, appare vera; del resto Penelope ed Ulisse ed altri eroi ed eroine, in quanto archetipi iscritti nel nostro immaginario collettivo, continueranno a vivere, finché ci sarà qualcuno che li renderà protagonisti di una nuova storia. Anche in questa, narrata da Anna Maria, ci sarà senza dubbio chi si riconoscerà in loro.

L’autrice stessa di Penelopeia, Francesca Nenci, ha attribuito una MENZIONE SPECIALE a Federica VALLAZZA (Brescia) con la seguente motivazione:

Il lavoro di Federica si distingue per notevole lunghezza, poiché l'alunna aggiunge 12 parti (ca. 27 cartelle) al poemetto Penelopeia. Questo suo lavoro, forse anche per la particolare lunghezza, presenta una forma non sempre consona a quella dei versetti liberi (come richiede il Bando) ed un lessico talora poco adeguato ad un genere letterario poetico. Certo è che Federica si fa apprezzare sia per l'impegno profuso e, ancora di più, per la sua fertile vena narrativa, per la sua capacità di inventare storie ricche di colpi di scena e, quindi, di peripezie. Il suo lavoro, inoltre, testimonia una lettura attenta e scrupolosa del poemetto tanto che di esso, per una sorta di genuina aemulatio, riprende temi e motivi con opportune variazioni.

 

 

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