Il 26 gennaio 2008 si è
celebrato il 65° anniversario della battaglia di Nikolajewka, durante la
ritirata della campagna di Russia. Brescia è particolarmente legata a questa
pagina tragica e dolorosa della guerra, perché molti nostri concittadini vi
presero parte e in gran numero vi caddero. Pochi superstiti hanno raccontato i
fatti e, in qualche caso, ancora testimoniano quell' evento. Tra questi il
caporale degli alpini Angelo Viviani, ex-alunno dell' Arici, che ha avuto
l’occasione di raccontare agli studenti gli avvenimenti di quei giorni e che
ha anche donato alla scuola alcune sue fotografie scattate durante la campagna
di Russia.
Il liceo Arici vanta molti legami con le persone e le vicende degli alpini
bresciani. Per questo motivo da anni la nostra scuola collabora con l' ANA
(Associazione Nazionale Alpini) di Brescia nell' organizzare la commemorazione
dei fatti storici legati alla presenza degli alpini in Russia, durante la
tragica campagna militare che si concluse con la ritirata dal Don e la battaglia
di Nikolajewka.
L'Arici ha ospitato la rievocazione, fatta direttamente agli studenti dai
testimoni di quegli avvenimenti, già in occasione del 50° anniversario di
Nikolajewka (nel 1993), poi nel 55°, infine in occasione della grande Adunata
nazionale degli alpini, tenutasi a Brescia nel maggio del 2000 e in occasione
del 60°, celebrato nel gennaio 2003.
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Associazione Ex alunni
INTRODUZIONE
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Il 21
Dicembre 1954 giunse a Mons. Tredici, Vescovo di Brescia, una lettera dal
Vaticano di Mons. Giovanni Battista Montini, che riferiva un colloquio avuto con
il Provinciale della Compagnia di Gesù, Padre Delle Nogare. Questi confermava la
decisione dei Gesuiti di lasciare la direzione e l’amministrazione del Collegio
Arici e la disponibilità a conferire la titolarità alla diocesi. Mons. Montini
così proseguiva: “Vostra Eccellenza potrà giudicare. Ma se così fosse davvero,
mi permetto aggiungere che anch’io penso possa essere soluzione migliore che il
Vescovo stesso assuma la proprietà del Collegio e possibilmente anche la
direzione e amministrazione con sacerdoti e laici della propria diocesi. Sarà un
peso grave all’inizio; ma sarà un vantaggio grande, sotto ogni aspetto, in
seguito”. Fu così che la felice intuizione del fondatore, il Beato Giuseppe
Tovini, venne salvata e vorrei dire rilanciata nell’ottica di un più diretto
impegno nel campo educativo della diocesi bresciana e in particolare nella sua
componente laicale. Ispirazione che trovò conferma ufficiale nei successivi
documenti del Concilio Vaticano II. Molti giovani da allora sono passati nelle
aule dell’Istituto Arici e si sono distinti e affermati in ogni campo e in ogni
disciplina che si offra all’umano ingegno. La storia ha avuto certamente regione
di ogni critica e di ogni accusa formulate contro i cattolici all’indomani della
sofferta unità nazionale. I giovani cattolici formatisi all’Arici, come
desiderato dal Beato Tovini, hanno dimostrato nei fatti: la correttezza
personale, la competenza professionale e la disponibilità per l’impegno sociale
e politico. Hanno contribuito in modo determinante alla costruzione, alla difesa
e alla ricostruzione della nostra società moderna e della nostra Italia. Il
progresso della coscienza democratica, alla cui base sta il principio di
sussidiarietà, spero porti a riconoscere, finalmente, anche il diritto delle
scuole libere a venire sovvenzionate. Il Governo ha proposto alle Camere, nei
mesi scorsi, un testo relativo al riconoscimento del servizio pubblico svolto
nella scuola anche da realtà non statali. E’ questo un salto di civiltà: in
tutta Europa si è ormai realizzato un sistema pubblico dell’istruzione,
costituito da soggetti statali (Comuni, Regioni, Associazioni, Enti non a scopo
di lucro). Solo Italia e Grecia ritengono ancora che sia pubblico solo ciò che è
statale: il carattere di pubblico è invece da considerarsi in riferimento ai
destinatari dei servizi, alla qualità dell’offerta, ai criteri di fondo, al
rispetto dei valori costituzionali. Inoltre la presenza di scuola statale e non
statale, in regime di parità, contribuisce a crescere la qualità della scuola in
genere, grazie al pluralismo di proposte. Non si tratta, pertanto, di difendere
le “scuole private”, ma di sostenere istituzioni che, senza scopo di lucro,
svolgono da tempo un prezioso servizio al Paese (si tratta del 50% delle scuole
materne e del 10% degli altri ordini di scuola). L’investimento nella formazione
è stato e sarà sempre la migliore garanzia per un futuro civile del nostro
Paese.
Nicola Bianco Speroni
STATUTO DELL'ASSOCIAZIONE
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Titolo I
Finalità dell’Associazione
Art.1 Scopo
dell’Associazione
L'Associazione ex
alunni Istituto Cesare Arici ha lo scopo di favorire l’incontro tra coloro che
sono stati alunni dell’Istituto Cesare Arici. Essa ha finalità di carattere
spirituale, culturale e sociale non in contrasto con gli indirizzi dell’Istituto
stesso.
Art.2 Continuità Educativa
L’Associazione si
configura come l’attuazione da parte dell’Istituto Cesare Arici di quella
continuità formativa definita educazione permanente e ricorrente.
Art.3 Attività dell'Associazione
L’Associazione si struttura giuridicamente secondo
gli organi e le procedure previsti e regolati dal Titolo II: le attività e le
iniziative promosse possono essere le più varie, purché in sintonia valoriale
con le scelte dell’Istituto Arici e deliberate dagli organi competenti
dell’Associazione stessa.
Titolo II
Struttura e organizzazione
Art.4 Sede
L’Associazione ha sede in Brescia presso
l’Istituto Cesare Arici.
Art.5 Membri
Possono
essere membri dell’Associazione coloro che sono stati alunni dell’Istituto
Cesare Arici per almeno tre anni nel Liceo-Ginnasio, nel periodo della gestione
diocesana dell’Istituto stesso.
L’iscrizione è automatica con il versamento della quota associativa annuale, ove
non vi sia parere contrario del Consiglio Direttivo per gravi motivi.
Il versamento della quota deve avvenire tra il 1 ottobre e il 31 dicembre di
ogni anno associativo.
Il Consiglio Direttivo può deliberare l’esclusione di un membro
dell’associazione per gravi motivi.
I fondatori della Associazione sono membri di diritto della stessa, a cui pure
concorrono con il versamento della quota associativa annuale.
Altre persone che per motivi di particolare valore volessero far parte della
Associazione, possono divenirne membri a seguito di accoglimento di domanda
scritta da parte del Consiglio Direttivo.
Il Consiglio Direttivo può attribuire altresì la qualifica di membro onorario
della Associazione a persone meritevoli che siano legate all’Istituto Cesare
Arici o abbiano operato per esso.
Art.6 Organi
Sono organi dell’Associazione:
-
l’Assemblea;
-
il Consiglio Direttivo;
-
il Presidente;
-
il Segretario;
-
il Presidente onorario;
-
l’Assistente ecclesiastico.
Art.7 Assemblea
L’Assemblea
è formata da tutti i membri dell’Associazione.
E’ convocata dal Presidente almeno una volta
l’anno.
La convocazione può essere richiesta altresì da quattro membri del Consiglio
Direttivo con diritto di voto, o da un terzo degli associati.
Nella convocazione e nella richiesta di convocazione devono essere indicati gli
argomenti da porre all’ordine del giorno. La convocazione è fatta con avviso
scritto agli associati.
Le sedute dell’Assemblea sono presiedute dal Presidente. In caso di sua assenza
sono presiedute dal membro del Consiglio direttivo da lui delegato a sostituirlo
o, in mancanza, dal membro del Consiglio più anziano presente alla riunione.
Nessun provvedimento può considerarsi approvato se non ha ottenuto un numero di
voti pari alla maggioranza dei membri presenti.
Art.8 Compiti
dell'Assemblea
L’Assemblea:
-
approva gli indirizzi dell’attività dell’Associazione;
-
elegge il Consiglio Direttivo secondo quanto previsto
dall’art. 9;
-
approva ogni anno il conto consuntivo della gestione;
-
revoca il mandato al Consiglio Direttivo in presenza di gravi
inadempienze nella gestione dell’Associazione con il voto di almeno la metà
degli associati.
Art.9 Consiglio Direttivo
Il Consiglio Direttivo (Consiglio) è composto da
otto membri dell’Associazione.
E’ eletto dalla Assemblea, a scrutinio segreto, con la possibilità per ogni
votante di esprimere quattro preferenze.
Sono proclamati eletti gli associati che hanno raccolto il maggior numero di
voti. In caso di parità di voti si procede con sorteggio tra i membri che hanno
avuto lo stesso numero di voti.
Sono voti validi quelli espressi senza segni di riconoscimento.
Le operazioni di scrutinio dei voti e di proclamazione degli eletti sono fatte
da tre associati nominati di comune accordo dal Presidente uscente e dal
Presidente onorario della Associazione.
Dura in carica per tre anni associativi, salvo quanto sub art. 8 ultima parte.
Le decisioni del Consiglio sono prese a maggioranza dei membri consiglieri
partecipanti alla seduta del Consiglio. In caso di parità di voti il voto del
Presidente vale doppio.
Le sedute del Consiglio sono presiedute dal Presidente. In caso di assenza o di
impedimento del Presidente si applica il disposto dell’art. 7 comma 6.
Per la validità delle sedute del Consiglio è necessaria la presenza di almeno
quattro consiglieri con diritto di voto.
Il Consiglio è convocato dal Presidente almeno quattro volte l’anno.
La convocazione oltre che per determinazione del Presidente può essere chiesta
da tre consiglieri. Tale richiesta deve indicare i motivi della stessa.
La prima convocazione dopo le elezioni è fatta
dal Presidente uscente se rieletto, altrimenti dal più anziano dei consiglieri
rieletti, o, in caso di assenza di consiglieri rieletti, dal consigliere più
anziano.
I membri del Consiglio decadono dalla carica per dimissioni e per assenza
ingiustificata a tre sedute consecutive del Consiglio. La decadenza è deliberata
dal Consiglio stesso. Il consigliere decaduto è surrogato dal primo dei non
eletti.
In caso di insanabili spaccature all’interno del Consiglio con conseguente
impossibilità del Consiglio di svolgere le proprie funzioni, il Presidente
rimette il mandato del Consiglio alla Assemblea convocandola per le nuove
elezioni.
Art.10 Compiti del Consiglio Direttivo
Il Consiglio Direttivo:
-
cura l’attuazione degli indirizzi deliberati dalla assemblea;
-
organizza l’attività e la vita associativa ordinaria;
-
predispone ogni anno il conto consuntivo da sottoporre alla
Assemblea;
-
cura la redazione di un bollettino della Associazione con
periodicità almeno annuale;
-
adotta in caso di urgenza ogni iniziativa, anche
straordinaria, che reputa opportuna per l’attuazione dei fini associativi,
riferendone poi all’Assemblea.
Art.11 Presidente
Il Presidente è eletto dal Consiglio Direttivo,
nel suo seno, a scrutinio segreto.
E’ eletto presidente chi riporta il maggior numero di voti.
Nel caso più consiglieri riportino lo stesso numero di preferenze, risultando
parimenti i più preferenziati, si procede ad una successiva votazione a
scrutinio segreto considerando eleggibili solo tali consiglieri, che perdono in
tale scrutinio il diritto di voto. Si continua in questo modo ad oltranza finché
un consigliere non risulti da solo più preferenziato degli altri.
Dura in carica tre anni.
Il suo mandato può essere revocato con deliberazione del Consiglio approvata da
almeno cinque consiglieri.
Nel caso di dimissioni del Presidente o di revoca del suo mandato, il Consiglio
elegge un altro Presidente che rimane in carica fino al termine del mandato del
Consiglio.
Art.12 Compiti del Presidente
Il Presidente:
-
rappresenta l’Associazione in tutti i rapporti interni ed
esterni;
-
provvede all’osservanza e all’esecuzione dello Statuto e
delle deliberazioni dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo;
-
convoca l’Assemblea e il Consiglio Direttivo che presiede.
Art.13 Segretario
Il Segretario è eletto dal Consiglio Direttivo nel
suo seno con le stesse modalità indicate nell’art. 11 per l’elezione del
Presidente.
Per la durata del suo mandato, la revoca dello stesso e le sue dimissioni, si
applicano le regole dettate all’art. 11 per il Presidente.
Art.14 Compiti del Segretario
Il Segretario cura l’attività amministrativa
dell’Associazione e firma con il Presidente i verbali delle sedute della
Assemblea e del Consiglio Direttivo.
Art.15 Presidente onorario
Il Presidente onorario è di diritto il Rettore pro
tempore dell’Istituto Cesare Arici.
Ha diritto di partecipare alle sedute dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo,
senza avere il diritto di voto.
Art.16 Assistente Ecclesiastico
Il Consiglio Direttivo, sentito il Presidente
onorario, invita un sacerdote dell’Istituto Cesare Arici a svolgere le funzioni
di Assistente Ecclesiastico dell’Associazione.
L’Assistente Ecclesiastico partecipa alle riunioni della Assemblea e del
Consiglio Direttivo, senza avere diritto di voto.
Art.17 Fondi dell'Associazione
Per il raggiungimento delle finalità
dell’Associazione, il Consiglio Direttivo delibera la quota associativa annuale.
Eventuali altre entrate incrementano i fondi dell’Associazione.
Per la gestione dei fondi il Presidente può avvalersi di un Tesoriere, da lui
nominato tra i membri del Consiglio Direttivo.
Art.18 Modifiche allo Statuto
Per modificare lo Statuto è necessaria una
proposta scritta presentata, con la sottoscrizione di almeno otto associati, al
Consiglio Direttivo. Tale proposta è comunicata a cura del consiglio a tutti gli
associati nel termine di sessanta giorni. Tale comunicazione conterrà anche la
convocazione della Assemblea per la delibera sulla proposta modifica, Assemblea
che dovrà tenersi almeno trenta giorni dopo l’invio della comunicazione con la
convocazione. La proposta è approvata se riporta il voto favorevole di almeno
due terzi dei partecipanti alla Assemblea.
Art.19 Scioglimento dell'Associazione
Per lo scioglimento della Associazione si procede
con le procedure previste dall’art. 18 per le modifiche statutarie. La richiesta
scritta dovrà però essere firmata dalla maggioranza degli associati e
l’Assemblea delibera all’unanimità.
Eventuali fondi disponibili sono devoluti al Presidente onorario perché li
devolva in beneficenza.
CRONISTORIA 1882 - 1956
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Anno 1882 Nasce l’Associazione dei padri
di famiglia, promossa dall’avvocato Giuseppe Tovini, con capitale di L. 12.000,
per erigere una scuola privata di ispirazione cristiana, con sede in Via Sala
(attuale Via Malvezzi)
Autunno 1882 Istituzione di un esternato
per la sola Suola Elementare, in aule affittate al civico n. 2556 di Via Marsala
e con denominazione: “Istituto Ven. Alessandro Luzzago”
Anno 1883 Alla Scuola Elementare si
aggiungono due classi ginnasiali.
Anno 1884 11 Novembre Acquisto del
Palazzo Martinengo Cesaresco, in Via Santa Brigida (attuale Via Trieste) e
trasferimento in esso dell’Istituto “Ven. A. Luzzago”, con proposito di aprirvi
anche il convitto.
Anno 1886 Acquisto di proprietà coerenti
al Palazzo Martinengo (Lombardi, Tanfoglio, Avogadro e annessa chiesetta di S.
Marco) con ricorso a mutui finanziari onerosi e preoccupanti.
Fino al 1888 Sviluppo dell’attività
scolastica con l’aggiunta di sempre nuove classi.
Estate 1888 I settari locali sollecitano
un sopralluogo all’Istituto da parte del Ministero della P.I.. L’ispezione viene
affidata ai Provveditori di Brescia, Ferrara, Siena e viene condotta
minuziosamente. Non sono state riscontrate irregolarità. Ciononostante un
decreto ministeriale viene comunicato dal Prefetto di Brescia alla Direzione.
Con esso, approvando le conclusioni del Consiglio Provinciale Scolastico, si
dichiara decaduto il Rettore, P. Luigi Zanoni S. J., dalla facoltà di tenere
aperto l’Istituto. Ragione: l’Istituto non appartiene al Direttore ma “ad una
associazione di persone a ciò non legalmente autorizzate”. Sdegno dell’opinione
pubblica contro l’arbitrio anticlericale.
15 Settembre 1888 Apre gli sportelli in
Via S. Brigida (attuale Via Trieste) nel Palazzo Martinengo Cesaresco, la Banca
S. Paolo, per sostenere le istituzioni cattoliche e in particolare quelle della
ricristianizzazione della scuola. Lo statuto venne in prima bozza steso dal Dr.
Giorgio Montini e rielaborato dall’Avv. Giuseppe Tovini, già esperto per aver
promosso la fondazione della Banca della Vallecamonica, avvenuta nel 1872.
8 ottobre 1888 Fondazione di una Società
anonima che prende nome dal poeta bresciano “Cesare Arici”. Questa procede
subito all’istituzione di un Patronato per gli studenti della Scuola Pubblica
che viene affidata ai Padri Filippini della Pace. L’attività vi viene iniziata
il 9 novembre 1889.
21 Giugno 1889 Il Provveditore respinge
la domanda di apertura di un nuovo Istituto, inoltrata dalla società “C. Arici”.
Poco tempo dopo respinge anche il ricorso immediatamente presentato.
Anno 1890 Ricorso della predetta Società
al Ministero della P.I. e risposta negativa dello stesso in data 18 ottobre.
Anni 1891 – 1892 Il Tovini promuove
azione legale contro il Ministero della P.I. e contro il Prefetto di Brescia. Il
Tribunale trasmette la causa alla Corte di Cassazione di Roma. Il 18 Marzo 1892
questa si dichiara incompetente.
Febbraio 1893 Pellegrinaggio a Roma del
Tovini con il Vescovo. Parole di Leone XIII al Tovini di compiacimento e di
raccomandazione.
24 Marzo 1893 Azione decisa del Consiglio
Comunale di Brescia per impedire l’apertura del Collegio dei Gesuiti e replica,
in una tornata del Consiglio, da parte del Consigliere Avv. Tovini, eletto per
la prima volta il 9 luglio 1882.
29 Luglio 1893 Il Ministero conferma il
divieto di apertura del collegio, richiesta dalla Società “C. Arici”. Appello di
Tovini alla IV Sezione del Consiglio di Stato.
Anno 1894 Il 31 Marzo il Consiglio di
Stato accoglie il ricorso. Vengono annullati: il D.M. 29 luglio 1893 e le
disposizioni del Provveditorato di Brescia.
Ottobre 1894 Riapertura del Collegio, che
prende nome dal poeta bresciano “Cesare Arici”, Rettore P. Ermenegildo Baccolo
S. J.
26 Marzo 1895 Istituzione della Società
del Palazzo di S. Brigida, con capitale di L. 200.000 per l’amministrazione del
Collegio. Lo statuto venne steso dall’Avv. Tovini.
Anno 1896 Inizio del convitto per
studenti della Scuola Pubblica, affidato al Sac. Faustino Bartoli come
direttore, divenuto poi pensionato scolastico.
Anno 1903 Novembre, Iscrizione alla
classe I dello scolaro Giovanni Battista Montini, figlio del Dr. Giorgio e di
Giuditta Alghisi. L’iscrizione si rinnova annualmente fino al 1915, compiendovi
Egli l’intero corso di studi, elementare, ginnasiale e liceale.
Anno scolastico 1915 – 1916 Gli interni
passano a villa S. Michelino di Parma, poiché il Palazzo di Via Trieste ,
requisito dall’Esercito , diviene Ospedale militare. Gli esterni frequentano le
Scuole in Via Martinengo da Barco, nella casa acquistata dalle sorelle Girelli
per le Figlie di S. Angela.
Anno 1917 Caporetto e dispersione degli
interni (per la forzata chiusura di San Michelino), tra Torino, Strada,
Mondragone e S. Ilario di Braganza.
Anno scolastico 1918 – 1919 Continua la
frequenza in Via Martinengo da Barco.
Anno scolastico 1919 – 1920 Ritorno alla
sede di Via Trieste 17. Riprende la vita e l’efficienza del Collegio “C. Arici”.
4 Giugno 1929 Il Collegio Arici riesce a
ottenere la parificazione.
Anno 1933 Il Giovedì Santo il Santo Padre
Pio XI riceve in particolare udienza i Superiori e alunni del Collegio “. Arici”,
celebrandosi l’anno cinquantesimo della fondazione.
Anno 1944 Furiosi bombardamenti
demoliscono e devastano buona parte dello stabile di Via Trieste. Le scuole
tuttavia continuano come possono, ospitate, per gli interni particolarmente,
presso l’oratorio maschile di Bagnolo Mella.
Anno 1950 Riparazione dei danni subiti
dallo stabile e ricostruzione della Palazzina.
Anno 1954 La Compagnia di Gesù rende di
pubblica ragione il proposito di abbandonare il Collegio per avviare i Padri
alle Missioni dell’America Latina (Brasile).
Anno 1955 Marzo Il Vescovo di Brescia
assume la gestione del Collegio “Cesare Arici”. La proprietà viene attribuita in
parte all’Opera Pia Nob. A. Cazzago e in parte alla Fondazione “Alma Tovini
Domus”.
Anno 1956 Gli ultimi 5 padri Gesuiti
lasciano l’Istituto.
GLI ASSISTENTI SPIRITUALI
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Don Francesco Togno 1983-1991
Nato il 1. 1. 1938 a
Sarezzo, fu ordinato sacerdote il 20. 6. 1964 a Brescia. Vicario coop. a
Chiesanuova dal 1964 al 1967; Parroco di Nadro dal 1967 al 1973; segretario del
Segretariato comunicazioni sociali dal 1981 al 1989; Vice-Rettore dell’Istituto
Arici dal 1973 al 1991; Vicario parr. Festivo a Roncadelle dal 1991 al 1994. E’
responsabile del Servizio Assistenza sale della comunità dal 1984; Direttore
della casa Leone XIII dell’ODAL dal 1993; Vicario parr. festivo alla Parrocchia
del Beato Luigi Palazzolo dal 1994.
Don GianPietro Prandelli
1991-1995
Nato l’ 11.
6. 1948 a Lumezzane, fu ordinato sacerdote il 15. 6. 1974 a Brescia. Si è
laureato in Pedagogia il 5. 4. 1990 presso l’Università Cattolica di Brescia.
Vicario coop. a S. Alessandro dal 1974 al 1984; Vicario parr. a Polaveno e
Gombio dal 1987 al 1995, fu Vice-Rettore dell’Istituto Arici dal 1978 al 1995.
E’ Assistente dell’Ass. Italiana Maestri Cattolici e dell’Unione Cattolica
Italiana Insegnanti Medi dal 1993, segretario del Segretariato Scuola dal 1995.
Don Tino Decca 1991-2003
Nato il 3.
11. 1963 a Manerbio, fu ordinato sacerdote il 13. 6. 1987 a Brescia. Licenziato
in Sacra Teologia. Vicario parr. presso la parrocchia della SS. Trinità dal 1987
al 1995, è Vice-Rettore dell’Istituto Arici e assistente zonale dell’AGESCI dal
1995.
CONSIGLIO DIRETTIVO
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1983-1986
Presidente Onorario: Mons. Giuseppe
Cavalleri
Presidente: Sig. Valentino Furri
Segretario: Sig. Piero Albini
Consiglieri:
Prof. Liliana Belotti, Avv. Pierpaolo Camadini,
Sig. Raffaella Caruso,
Don Dino Osio, Prof. Adriana Pozzi, Ing. Mario
Regazzoli
Assistente Ecclesiastico: Don Francesco Togno
1986-1989
Presidente
Onorario: Mons. Giuseppe Cavalleri
Presidente: Sig. Raffaella Caruso
Segretario: Ing. Mario Regazzoli
Tesoriere: Sig. Piero Albini
Consiglieri:
Dott. Francesca Bazoli, Don Dino Osio, Sig.
Valentino Furri,
Prof. Adriana Pozzi, Dott. Paola Tanzi
Assistente Ecclesiastico: Don Francesco Togno
1989-1992
Presidente
Onorario: Mons. Dino Osio
Presidente: Ing. Marco Molinari
Segretario: Dott. Nicola Bianco Speroni
Tesoriere: Ing. Mario Regazzoli
Consiglieri:
Sig. Piero Albini, Sig. Valentino Furri, Dott.
Camilla Paolucci,
Ing. Paolo Chiari, Dott.Alessandra Bonicelli.
Assistente Ecclesiastico: Don Francesco Togno
1992-1995
Presidente Onorario: Mons. Dino Osio
Presidente: Ing. Marco Molinari
Segretario:Dott. Nicola Bianco Speroni
Tesoriere: Dott. Antonella Vairano
Consiglieri:
Dott. Camilla Paolucci, Sig. Valentino Furri,
Avv. Fabio Negrini, Dott. Alessandra Bonicelli
Assistente Ecclesiastico: Don Gianpietro
Prandelli
1995-1998
Presidente
Onorario: Mons. Dino Osio
Presidente: Avv. Fabio Negrini
Segretario: Dott. Alessandra Bonicelli
Tesoriere: Dott. Paolo Peserico
Consiglieri:
Avv. Andrea Aletto, Dott. Nicola Bianco Speroni
Assistente Ecclesiastico: Don Gianpietro
Prandelli
1998-2001
Presidente
Onorario: Mons. Lucio Cuneo
Presidente: Dott. Nicola Bianco Speroni
Segretari: Sig. Raniero Serana e Sig. Beatrice
Tita
Tesoriere: Sig. Andrea Giacomini
Consiglieri:
Sig. Alessandro Morandi, Sig. Davide Schiffer,
Sig. Alessandro Peroni,
Sig. Andrea Peserico, Sig. Bartolomeo
Rampinelli Rota
Assistente Ecclesiastico: Don Tino Decca
"AUTONOMIA
E PARITA' SCOLASTICA,
PROSPETTIVE PER LA SCUOLA CATTOLICA"
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AULA MAGNA ISTITUTO ARICI
7 NOVEMBRE 1998
Intervento di saluto del Presidente
dell’Associazione ex alunni dell’Istituto Arici
Dott. Nicola Bianco Speroni
E’ per me un onore
particolarmente gradito porgere questa mattina a nome dell’Associazione degli ex
alunni dell’Istituto Arici e a nome dell’Associazione degli ex alunni dei PP
Gesuiti G. Tovini il più vivo ringraziamento a Mons. Lucio Cuneo, Rettore
dell’Istituto Arici che tanto gentilmente ci ospita e a Sua Eccellenza Mons.
Vescovo che ha voluto confermare il valore di questo nostro incontro con la sua
presenza gradita e preziosa.
Rivolgo, quindi, un caloroso benvenuto al Prof. Giuseppe Dalla Torre, Rettore
della Libera Università Maria Santissima Assunta, e Presidente dell’Unione
Giuristi Cattolici Italiani, che siamo felici di incontrare personalmente poiché
conosciamo dalla letteratura specializzata l’altissimo livello scientifico della
sua competenza giuridica.
A Mons. Vincenzo Zani, Direttore dell’Ufficio Nazionale Educazione, Scuola,
Università della Conferenza Episcopale Italiana, che ricordo come mio illustre
professore presso l’Istituto Arici e che sappiamo impegnato in prima linea a
Roma sul fronte della riforma della scuola.
Il Prof. Giorgio Chiosso, come è stato preannunciato, ha comunicato
l’impossibilità di giungere oggi tra noi per la necessità di rappresentare
l’Università di Torino a Roma in un incontro ad alto livello convocato
improvvisamente; mi ha assicurato, però, che ci farà pervenire il suo
intervento, cosa che ci stimola a raccoglierlo con quello degli altri relatori
presenti così da poterlo fornire in seguito a tutti gli interessati.
Rivolgo ancora un caloroso benvenuto al Dott. Luigi Morgano, Presidente della
Federazione Italiana Scuole Materne, ben conosciuto dai bresciani e non solo,
per l’impegno costante dedicato al mondo della scuola e alle sue molteplici
problematiche, al quale abbiamo chiesto di coordinare gli interventi della
mattinata, e che pubblicamente ringrazio.
Tengo inoltre a sottolineare che questo convegno promosso dagli ex alunni
dell’Istituto Arici, i più maturi e i più giovani, ha ottenuto la gradita
adesione di tutte le più importanti associazioni cattoliche che gravitano
attorno al mondo della scuola, e questo mi sembra rappresenti la migliore
testimonianza dell’effettiva volontà di intervenire compatti nel dibattito sulla
riforma della scuola, che è prima culturale e poi politico. Voglio ricordare,
dunque:
COMUNITA’ E SCUOLA;
FIDAE; CONFAP; ASM; AIMC; UCIIM; DIESSE; AGE; AGESC; AESM; COMPAGNIA
DELLE OPERE.
Concludo i
ringraziamenti ricordando coloro che ci hanno consentito di realizzare questo
convegno: Don Pietro Prandelli, Segretario dell’Ufficio Scuola della Diocesi di
Brescia, che ha coordinato con la sua proverbiale pazienza e volontà tutti i
contatti intercorsi nella fase preparatoria e la Banca San Paolo di Brescia per
il prezioso sostegno finanziario.
In questo anno in cui
Brescia ricorda “l’antico alunno” dell’Istituto Arici Papa Paolo VI, nell’anno
centenario della sua nascita, e celebra la beatificazione di Giuseppe Tovini,
fondatore ripetutamente contrastato dell’Istituto Arici, ci è parso doveroso
recuperare il messaggio che la loro testimonianza di vita ci offre per
affrontare le presenti difficoltà che la scuola e in particolare la scuola
cattolica vive. La beatificazione dell’Avv. Tovini costituisce, in particolare
per noi che abbiamo goduto direttamente dei frutti della sua opera, uno stimolo
a un impegno ancor più grande in un momento storico in cui la frammentazione
della cultura e la varietà dei messaggi veicolati in particolare dai mass media
rendono sempre più difficile alla scuola e alla scuola cattolica assolvere al
suo compito educativo nella costruzione di personalità sane, motivate, ricche di
interiorità e capaci di comunione. La scuola cattolica, infatti, si impegna
nell’evangelizzazione della cultura perché non si limita a comunicare agli
alunni i dati oggettivi delle varie discipline, ma li accompagna con la
formazione della coscienza a saper valutare e discernere il vero, il giusto, il
bello, il buono delle cose, delle azioni e della storia in generale, li educa ad
essere liberi da schemi ideologici precostituiti, aperti alla ricerca
appassionata della verità, disponibili all’incontro e al dialogo con tutti così
da valorizzare il pluralismo proprio della nostra società. La cultura laicista
da sempre teorizza l’idea di una scuola “neutra”, in nome della quale solo lo
Stato è titolato a gestire istituzioni scolastiche; ma il monopolio della scuola
da parte dello Stato non può essere accettato, poiché è contrario alla civiltà
giuridica e ai principi stessi della democrazia, per i quali lo Stato è chiamato
a garantire e promuovere le istituzioni educative, ma non ad assumerne
necessariamente la gestione diretta. E’ ancora necessario, credo, per
contrastare questo atteggiamento, impegnarsi affinché la scuola cattolica sia
maggiormente conosciuta, valorizzata e sostenuta nelle sue difficoltà sia
nell’ambito della società civile, in quanto scuola di tutti e per tutti, sia
nell’ambito dei progetti pastorali di evangelizzazione della Chiesa locale. E’
triste osservare come il progetto ministeriale di parità scolastica pare
procedere unicamente perché sospinto dal ricatto politico minacciato al Governo
e non per la stima che la scuola cattolica si è guadagnata in tanti cittadini
italiani, o per il riconoscimento effettivo alla famiglia del diritto di
decidere come educare i figli, o per una corretta interpretazione degli artt. 2,
33 e 34 della Costituzione, o, se non altro, per l’accoglimento della
Risoluzione del Parlamento Europeo del 14 Marzo 1984 che porterebbe anche
l’Italia al livello di civiltà scolastica degli altri paesi dell’Europa. Il
nostro impegno per la scuola cattolica, o come direbbe il Beato Tovini, per la
causa dell’educazione cristiana, è determinato dalla convinzione che la scuola
cattolica è chiamata a dare il proprio contributo allo sviluppo ed alla crescita
di cittadini capaci di servire il bene comune; dalla convinzione che la scuola
cattolica non è la scuola dei cattolici o per i cattolici ma una scuola per
tutti e dunque, pluralista e democratica che intende contribuire, con uno
specifico progetto educativo e culturale, all’istruzione della nuove
generazioni, in stretta complementarità e sinergia con tutte le altre scuole e
le forze culturali e sociali del nostro Paese.
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