27 gennaio – Il Giorno della Memoria

Anche quest’anno, come di consueto, l’Istituto Arici ha organizzato attività culturali in occasione del Giorno della Memoria, che hanno coinvolto gli studenti della scuola primaria, della secondaria di primo grado e del liceo classico.

Attività didattiche

Tutte le classi hanno svolto un incontro tenuto dal professor Gian Enrico Manzoni, già docente del liceo, sul tema delle pietre d’inciampo e, in particolare, sulla pietra dedicata ad Andrea Trebeschi, collocata all’ingresso dell’Istituto.

Durante le ore curricolari gli alunni di tutte le classi sono stati coinvolti in attività dedicate all’Olocausto. La scuola primaria ha lavorato attorno al pensiero di Paul Auster La memoria è un luogo, un luogo reale che si può visitare. La secondaria di primo grado si è dedicata alle parole-chiave Shoah e Stolpersteine. Il biennio del liceo ha concluso un’attività, iniziata già nelle settimane precedenti, che ha visto la lettura del romanzo autobiografico Viaggio di Fanny, di Ben-Ami, e la visione dell’omonimo film tratto dal libro. Le classi del triennio hanno avviato riflessioni su temi legati alla Giornata della Memoria a partire da stimoli letterari.

Le pietre d’inciampo

di Gaia Minopoli, ex alunna del liceo classico Arici

Educare significa anche coltivare e promuovere nei giovani ideali e valori positivi, non soltanto impartendo astratte nozioni, ma anche, traendo spunto dai testi e dagli avvenimenti, proponendo figure paradigmatiche per generosità, altruismo, coraggio, amor di patria e grande senso di giustizia e libertà.

E’ in quest’ottica che l’iniziativa della posa delle Stolpersteine (Pietre d’ inciampo), ideata e proposta dall’artista tedesco Gunter Demnig e attuata in alcune città italiane ed europee, deve essere giustamente resa nota anche nelle scuole.

Si tratta di un percorso simbolico, che ricorda i deportati nei Lager, con la posa di una pietra incisa, davanti alle loro abitazioni. Un segno tangibile e concreto, che rende la memoria parte integrante della nostra quotidianità, intrecciando presente e passato. E’ il ricordo di un periodo buio della storia, ancora vivo nei nostri nonni, che è un nostro preciso diritto e dovere non dimenticare. Ricordo di cui dobbiamo far tesoro, perché, per chi resta, è il miglior strumento per riflettere e cercare di non commettere gli stessi errori del passato.

Risultano significative le parole dell’avvocato Cesare Trebeschi, figlio di Andrea: “[…] pare importante che, camminando sulle nostre strade, i cittadini inciampino nella memoria di semplici vittime, vittime non soltanto ma anche e forse soprattutto del complice silenzio di chi preferisce stare alla finestra […]”.

 

27 gennaio - Il Giorno della Memoria

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Anche quest’anno, come di consueto, l’Istituto Arici ha organizzato attività culturali in occasione del Giorno della Memoria, che hanno coinvolto gli studenti della scuola primaria, della secondaria di primo grado e del liceo classico.

Attività didattiche

Tutte le classi hanno svolto un incontro tenuto dal professor Gian Enrico Manzoni, già docente del liceo, sul tema delle pietre d’inciampo e, in particolare, sulla pietra dedicata ad Andrea Trebeschi, collocata all’ingresso dell’Istituto.

Durante le ore curricolari gli alunni di tutte le classi sono stati coinvolti in attività dedicate all’Olocausto. La scuola primaria ha lavorato attorno al pensiero di Paul Auster La memoria è un luogo, un luogo reale che si può visitare. La secondaria di primo grado si è dedicata alle parole-chiave Shoah e Stolpersteine. Il biennio del liceo ha concluso un’attività, iniziata già nelle settimane precedenti, che ha visto la lettura del romanzo autobiografico Viaggio di Fanny, di Ben-Ami, e la visione dell’omonimo film tratto dal libro. Le classi del triennio hanno avviato riflessioni su temi legati alla Giornata della Memoria a partire da stimoli letterari.

Le pietre d’inciampo

di Gaia Minopoli, ex alunna del liceo classico Arici

Educare significa anche coltivare e promuovere nei giovani ideali e valori positivi, non soltanto impartendo astratte nozioni, ma anche, traendo spunto dai testi e dagli avvenimenti, proponendo figure paradigmatiche per generosità, altruismo, coraggio, amor di patria e grande senso di giustizia e libertà.

E’ in quest’ottica che l’iniziativa della posa delle Stolpersteine (Pietre d’ inciampo), ideata e proposta dall’artista tedesco Gunter Demnig e attuata in alcune città italiane ed europee, deve essere giustamente resa nota anche nelle scuole.

Si tratta di un percorso simbolico, che ricorda i deportati nei Lager, con la posa di una pietra incisa, davanti alle loro abitazioni. Un segno tangibile e concreto, che rende la memoria parte integrante della nostra quotidianità, intrecciando presente e passato. E’ il ricordo di un periodo buio della storia, ancora vivo nei nostri nonni, che è un nostro preciso diritto e dovere non dimenticare. Ricordo di cui dobbiamo far tesoro, perché, per chi resta, è il miglior strumento per riflettere e cercare di non commettere gli stessi errori del passato.

Risultano significative le parole dell’avvocato Cesare Trebeschi, figlio di Andrea: “[…] pare importante che, camminando sulle nostre strade, i cittadini inciampino nella memoria di semplici vittime, vittime non soltanto ma anche e forse soprattutto del complice silenzio di chi preferisce stare alla finestra […]”.